Tra tutti gli ottoni, il corno francese si distingue facilmente dagli altri per la tipica forma a spirale con cui è avvolto il suo canneggio. Derivato dal corno naturale, presenta nel primo tratto di strumento un canneggio cilindrico, che poi assume una forma conica che confluisce nella campana dello strumento, di forma molto svasata. La lunghezza del suo canneggio di quasi 4 metri, abbinata ad un bocchino piuttosto piccolo, permette al corno di ottenere un’estensione sonora molto ampia. Molto versatile per l’impiego orchestrale, il corno ricopre molteplici ruoli in orchestra, dal ruolo di accompagnamento a quello di solista, grazie al suo particolare timbro che lega molto bene con gli altri suoni e può anche emergere facilmente.

corno francese

I moderni corni, a differenza degli altri ottoni, prevedono l’azionamento dei tre cilindri con la mano sinistra, e di posizionare la mano destra, distesa e a dita chiuse, nella campana. La mano destra sorregge lo strumento ma può, cambiando di posizione, correggere l'intonazione, scurire il suono, ottenere l'effetto dello stoppato o della sordina.

Il corno è solitamente intonato in Fa, ma ne esistono versioni in Mib. Per rispondere alle sempre maggiori richieste di far suonare il corno su registri sempre più acuti, sono stati costruiti tra il XIX e il XX secolo corni doppi in Fa/Sib, che permettono agli esecutori di passare dalla tonalità standard in Fa a quella più acuta in Sib mediante l’azionamento di un cilindro con il pollice.